***questa cosa giaceva in un floppy nascosto in un cassetto. Creato in un momento di particolare esubero, ed ottimismo verso il prossimo.Fatti e persone sono relativamente casuali. Ma non tutto quello di cui si parla è realmente accaduto (per ora). *******
Eccoti. So che leggerai questo quando sarai sveglio. Quando me ne sarò andata già.
Non chiedermi perchè non ti abbia svegliato, volevo lasciarti dormire ancora un po'.
Quando dormi sembri lontano. Ed è così che voglio ricordarti.
Altrove. Disteso. Nudo. Col mio sapore in bocca e sulla pelle.
Odio quando qualcuno mi suscita tanto interesse.
Ti scrivo proprio perchè non sono riuscita a distendermi con te.
Ed ora mi trovo seduta a terra nel corridoio. Il marmo freddo su un altro corpo nudo.
E tra poco sarò altrove pure io.
Non so dove.
Non so quanto lontano.
Ma so che non resterò qui a guardarti alla luce del sole.
A rendermi conto che infondo sei una persona come tutte le altre
Che appena alzato hai la bocca impastata pure tu
Che devi vestirti come tutti
Che farai colazione come tutti
Che -come tutti- ti infilerai in una camicia e in scomodi mocassini per recitare la parte dell'uomo perbene.
Non voglio vederti ridurre ad una goccia nel mare
Per questo me ne vado.
Ieri sera ho conosciuto un Adone che non voglio sostituire
La musica e l'alcol non sono riusciti a distrarmi, l'anfe nemmeno. Appena sei entrato ho avuto occhi solo per il tuo sorriso.
(Scusa se pecco di didascalicità ma voglio lasciarti la mia impressione.. e manca ancora un po' all'alba)
Ho avuto paura quando mi hai chiesto da accendere e avrei dato fuoco al primo passante per non vedere come ti allontanavi deluso da quel pretesto
infruttuoso. Per questo ho iniziato a fissarti, per odiarmi quando saresti andato via senza che io avessi fatto mio.
Eppure non te ne andavi. Sei rimasto e di nascosto mi osservavi pure tu. Incuriosito ed infastidito dalla mia sfacciataggine.
Ma questo me l'hai detto solo dopo, se l'avessi saputo prima magari non avrei aspettato che te ne andassi a prendere una boccata d'aria sul patio, lontano dal rumore e dalla calca per baciarti. Eri il centro della pista. Un faro ti illuminava il volto e ogni volta cambiavi colore. Tutto mi sembrava muoversi attorno a te, e per questo mi sono resa conto quanto ti avrei voluto quella notte.
No, ormai non potevi più andartene senza di me
Non te l'avrei permesso
Ecco perchè quando ti ho seguito là fuori non ti ho neanche rivolto una parola. Tutto quello che sarebbe potuto succedere dopo non mi sarebbe importato.
Quel Patio poteva pure crollare
Tutto il locale squallido poteva crollare.
Tu potevi crollare.. ma forse ti avrei raccolto. Te la meritavi un'eccezione.
Però inaspettatamente sono crollata io. Troppo alcol nel sangue. L'anfe era arrivata al cervello.
All'improvviso era come se qualcuno avesse staccato la spina.. proprio mentre cadevo nei tuoi occhi scuri.
Sono rimasta a terra come un burattino senza fili.
E già mi ritrovavo abbandonata a me stessa. Di nuovo. Quasi me l'aspettavo, solo non così, subito.
Fino al miracolo.
Mi tirasti su.
Tu feci di me l'eccezione che io ti avrei concesso, portandomi via dalle luci stroboscopiche.
Senza accorgermene ero in macchina.
Poi sul tuo divano.
Però non volevo la scena della tossica e del buon samaritano. Non ero pronta al buonismo televisivo.
Non ti avrei ascoltato ripetermi i miei sbagli. Mi sono fatta bastare l'acqua zuccherata.
Ti sono saltata addosso. Lo zucchero non era anfe, ma per un attimo mi è sembrato che l'effetto fosse quello.
Non volevi la scena della tossica e dell'idiota che se ne approfitta.
Ecco perchè ho iniziato a parlarti. Come fossi una persona normale. Come ci fossimo appena incontrati nell'ascensore e dopo averti aiutato a portare la spesa mi avessi offerto un bicchiere d'acqua.
Un normalissimo incontro, così tanto da volerlo rendere meno scontato.
Forse è così che ti ho portato dove volevo io.
Forse è così che mi hai tolto tutto.
E mentre lo facevamo ho iniziato a odiarti. Mentre ti sentivo ti odiavo perchè volevo farti male.
Colpirti nella tua dolcezza.
Odiavo i tuoi baci e le tue carezze.
Così come ti odio adesso mentre riposi teneramente, quando a fianco potresti avere un'isterica assassina.
Una rapinatrice.
Una necrofila.
Invece tu dormi perchè riesci a fidarti di me.
Sai che quando ti alzerai io sarò lì accanto a te e tu potrai osservarmi mentre schiudo gli occhi e sarai la prima cosa che vedrò appena mi sarò ripresa.
Mi potrai portare la colazione a letto e far sembrare tutto così bello che neanche quelli della Mulino Bianco riescono a rendere così verosimilmente una tale serenità.
E dopo mi riaccompagnerai ovunque io ti chieda di portarmi così che possa tornare felice alla mia vita.
Tu alla tua.
Con la tua camicia stirata. Coi tuoi mocassini lucidi. Con la tua faccia da persona per bene e l'uccello appagato.
Non voglio assistere a tutto questo.
Il pavimento gelido mi si addice di più di un letto matrimoniale.
Osservarti inerme mi da una certa sicurezza
Non posso guardarti mentre te ne vai
Me ne devo andare prima io
Ma prima ci tenevo a fissare questa notte passata insieme. Bellissima.
Solo così tornerò alla mia vita senza guardarmi indietro
Un mare dove perdermi e perderti..o ritrovarsi forse.
Pensami ogni tanto se ti va
Io lo farò sicuramente